“Mi voglio separare ma che strada prendere? Che cosa mi aspetta?”
Se ti stai ponendo questa domanda è arrivato quel fatidico momento in cui hai già soppesato i tuoi buoni motivi per porre fine alla relazione, perché senti che qualcosa di irrimediabile è accaduto: manca la passione o il sentimento di una volta o c’è qualcuno di troppo nella relazione oppure la vita di coppia è cambiata, magari per il lavoro o per i figli.
Indipendentemente dal motivo la crisi è arrivata con la sua decisione di non ritorno e stai realizzando che la cosa migliore da fare è separarti.
Ed ecco che ti assalgono millemila dubbi:
Come posso gestire questa situazione?
Come farò con i bambini?
Quale strada devo prendere?
E’ il momento in cui noi avvocati entriamo in gioco per chiarirti le idee e per aiutarti a scegliere la via migliore.
A questo proposito voglio darti qualche informazione sintetica sulle varie modalità di separazione in modo che tu possa avere già a grandi linee un orientamento prima di muoverti in una direzione piuttosto che in un’altra.
COME FARE A SEPARARSI? – LE DIVERSE VIE DELLA SEPARAZIONE GIUDIZIALE E CONSENSUALE
Partiamo dalla separazione giudiziale:
se decidi di andare a litigare in Tribunale perché pensi che sia la via migliore per ottenere giustizia e per ottenere di più, sappi che sei di fronte ad una valutazione di un terzo che, per quanto imparziale, prenderà la sua decisione su aspetti importantissimi della tua vita con un certo margine di soggettività perché il diritto di famiglia non è fatto di regole matematiche.
Non solo.
Con la Riforma Cartabia dall’1 marzo 2023 sono cambiate parecchie cose con maggiore trasparenza che sicuramente frena “i giochetti”, nel senso che le carte devono essere complete sin dall’inizio.
I documenti richiesti sono questi:
- dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni;
- documentazione patrimoniale relativa all’esistenza di diritti reali su beni immobili (per esempio case o terreni) e beni mobili registrati (come automobili per intenderci), eventuali quote societarie, estratti conto di rapporti bancari e finanziari degli ultimi tre anni;
- Piano Genitoriale in presenza di figli minoro corredato di un calendario genitoriale, ossia una relazione redatta possibilmente insieme ad un Consulente Familiare, dove vengono indicate le attività extrascolastiche dei figli, gli impegni scolastici, le ferie normalmente godute, il percorso educativo ed i turni di permanenza dei bambini presso ciascun genitore proprio in funzione di tutte le attività appena elencate.
Oltre alla maggiore trasparenza, i tempi si sono accorciati rispetto al passato in quanto è stata eliminata l’Udienza Presidenziale ove il Presidente tentava la conciliazione tra i futuri ex e emanava i provvedimenti necessari ed urgenti nell’interesse dei figli in attesa che la causa si concludesse con la sentenza di altro Giudice.
Inoltre è adesso possibile ottenere anche il divorzio contestualmente alla separazione.
Questi i vantaggi, ma i rischi sono sempre gli stessi:
- qualcun altro decide della tua vita e della tua famiglia e non sai se lo farà come pensavi tu;
- la separazione giudiziale è circoscritta a 3 aspetti: mantenimento (figli ed eventualmente ex coniuge); assegnazione casa coniugale; affidamento e collocamento dei bambini, mentre tutte le altre questioni non potranno essere affrontate con il rischio di dover sopportare o avviare altre cause.
Come puoi intuire la via giudiziale dovrebbe essere sempre considerata come ultima spiaggia quando si è tentato tutto il possibile per raggiungere un accordo e questo non è riuscito.
E ora veniamo infatti alla separazione consensuale con la sua varietà di vie.
Se hai un accordo chiaro su tutti i punti è possibile separarsi anche con un unico avvocato il quale raccoglierà e formalizzerà l’accordo in un ricorso che verrà depositato in Tribunale con tutti i documenti richiesti dalla riforma Cartabia.
Ma questa via è consigliabile solo se l’accordo è effettivamente raggiunto in autonomia dai coniugi perché l’avvocato unico che verrà incaricato deve assistere entrambi, non può prendere le parti dell’uno a discapito dell’altro e non ha il ruolo di mediatore.
Se non ci sono figli (in comune) minori o maggiorenni ancora non autosufficienti economicamente è possibile anche la separazione in Comune senza l’assistenza di un avvocato.
Questa modalità è molto economica, ma è consigliabile solo se, oltre ad aver raggiunto un accordo, non ci sono particolari condizioni, perché anche una piccola disposizione patrimoniale deve essere scritta bene senza ingenerare equivoci a cui poi è difficile ed oneroso rimediare dopo.
Quando l’accordo non c’è nell’immediato la via consensuale è sempre possibile facendosi assistere ognuno dal proprio avvocato con la possibilità di andare in Tribunale ad accordo raggiunto per la sua omologazione oppure seguendo, sempre assistiti ognuno dal proprio avvocato, la via della Negoziazione Assistita che non richiede il passaggio in Tribunale.
Una forma innovativa e molto consigliabile è quella di trovare un accordo mediante la Pratica Collaborativa di cui mi occupo personalmente.
Questa modalità di permette di cooperare in maniera effettiva con l’assistenza di avvocati formati a questi fini e ti permette altresì di avere il valido ed opportuno supporto di altri professionisti esperti per dirimere questioni importanti che riguardano i tuoi figli o questioni patrimoniali a latere della separazione che richiedono accurate valutazioni.
Una volta trovato l’accordo sarà possibile depositarlo in Tribunale per l’omologazione oppure seguire l’iter della Negoziazione Assistita.
Come fare a separarsi dunque?
Imboccando la via migliore per te, consultando un avvocato che ti possa orientare e seguire con la consapevolezza che la scelta del professionista a cui deciderai di affidarti, litigatore o collaborativo, sarà decisiva per la piega che prenderà la tua separazione.
Se vuoi saperne di più puoi prenotare una consulenza con me.



