FALSE ACCUSE DI VIOLENZA DOMESTICA DA PARTE DI FIGLIA ADOLESCENTE NEI CONFRONTI DEL PADRE

Risultato ottenuto:

recupero relazione padre figlia a seguito di denuncia – poi rivelatasi infondata- sporta dalla figlia adolescente affetta da disturbo specifico dell’apprendimento di tipo misto e disturbo emotivo comportamentale.

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Caso seguito dall’Avv. Emanuela MASSARI nella qualità di Curatore Speciale della ragazza

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Il caso in esame riguarda il recupero di una sana relazione padre figlia dopo che la ragazza aveva falsamente accusato il padre di violenza domestica e di ricaduta nell’assunzione di sostanze stupefacenti.

IL PROCESSO DINANZI AL TRIBUNALE PER I MINORENNI

Il caso è arrivato all’attenzione del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila su segnalazione delle insegnanti della scuola superiore frequentata da un’alunna diciassettenne la quale avrebbe riferito loro di essere stata vittima di violenza domestica da parte del padre, il quale – già attenzionato diversi anni prima al Servizio Sociale territorialmente competente insieme alla madre della giovane -sarebbe addirittura tornato a fare uso di droga.

LA VIOLENZA DOMESTICA

La violenza domestica consiste nel comportamento abusante di uno o di entrambi i componenti della coppia genitoriale o tra di loro o nei confronti dei figli.

Tale tipo di condotta può costituire reato a seconda della gravità.

L’AFFIDAMENTO DELLA RAGAZZA AL SERVIZIO SOCIALE ED IL SUO COLLOCAMENTO PRESSO UNA CASA FAMIGLIA

In via precauzionale, dunque, il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila sospendeva il padre e la madre della ragazza dalla responsabilità genitoriale, ne disponeva l’affidamento ai Servizi Sociali ed il collocamento presso idonea struttura.

Ordinava, altresì, che alla giovane venisse offerto ogni necessario supporto anche in collaborazione con la Neuro Psichiatria Infantile.

L’ASCOLTO DELLA RAGAZZA

Dopo diverse sessioni di incontro con la ragazza, emergeva che la denuncia sporta nei confronti del padre era dovuta al fatto che il genitore, in maniera del tutto responsabile, aveva manifestato il suo disappunto a che la figlia frequentasse un uomo di tanti anni più grande di lei.

Circostanza questa emersa a seguito di un controllo da parte del padre del telefonino della figlia ove erano state conservate diverse chat che legittimamente avevano destato non poca preoccupazione nel genitore.

Non solo.

Dai colloqui con gli psicologi della struttura era emerso, altresì, un legame disfunzionale padre figlia in quanto la ragazza viveva solo con lui e la sua nuova compagna, mentre la madre fondamentalmente aveva sempre manifestato disinteresse nei confronti della figlia, la quale quindi nel tempo aveva acquisito consapevolezza di questo rifiuto e sviluppato comportamenti disfunzionali finalizzati ad attirare l’attenzione degli adulti, in particolare di quelli di sesso maschile.

E spesso si andava ad infilare in situazioni pericolose e più grandi di lei da cui, data la giovane età nonostante l’atteggiamento da grande, non era in grado di uscire.

L’ANNO DI PERMANENZA IN CASA FAMIGLIA

La ragazza è rimasta in Casa Famiglia per un anno.

Durante questo periodo è stata aiutata dalle Istituzioni tutte a comprendere la gravità dell’iniziativa presa e delle ripercussioni importanti che aveva avuto sulla sua vita e su quella della sua famiglia, in particolare del padre.

L’uomo, infatti, diversamente da come lo aveva descritto la figlia, stando alle relazioni dei Servizi Sociali si è sempre rivelato un padre amorevole, attento, presente e ligio alle prescrizioni del Tribunale e del SERD per disintossicarsi dalla droga.

IL RECUPERO DELLA RELAZIONE PADRE FIGLIA

Dopo un ciclo di incontri protetti per ripristinare l’equilibrio necessario alla relazione padre figlia, finalmente la ragazza è stata dimessa dalla Casa Famiglia ed ha potuto tornare a riabbracciare il padre, la sua compagna ed i nonni.

E questa volta con una consapevolezza diversa.

EMANUELA-MASSARI-AVVOCATA-ESPERTA-SEPARAZIONE-DIVORZIO

EMANUELA MASSARI

AVVOCATO NEGOZIATORE ESPERTA IN PRATICA COLLABORATIVA FAMILIARE E RISARCIMENTO DEL DANNO A L’AQUILA E ROMA

Mi chiamo Emanuela, classe 1976, avvocato dal 2004, iscritta presso l’Ordine degli Avvocati di L’Aquila, con un’esperienza continuativa nell’ambito del diritto civile, impegnata soprattutto nel diritto di famiglia.

Il mio modo di lavorare è orientato al perseguimento di una giustizia sostenibile, con il minor impatto emotivo possibile per le persone coinvolte. 

Mi adopero per sensibilizzare le persone alla prevenzione della lite e ai vantaggi di un buon accordo.