MANTENIMENTO DIRETTO E COLLOCAZIONE PARITARIA

Separazione in vista con figli minori?

Genitori che vivranno in luoghi abbastanza vicini?

Genitori con redditi senza particolari divari?

Genitori con la possibilità  di occuparsi entrambi in maniera diretta dei figli?

Se hai risposto in maniera positiva a queste 4 domande, questo articolo potrebbe esserti utile. 

Magari non lo sai, ma puoi prendere in considerazione l’ipotesi di collocazione paritaria e mantenimento diretto da parte di ciascun genitore. 

Che cosa vuol dire?

Partiamo dalla diversa ipotesi sicuramente più conosciuta che avrai visto applicare da amici e conoscenti: figli che vivono maggiormente con un genitore e un assegno di mantenimento a carico dell’altro genitore, che tiene in figli con sé per un tempo più ridotto (di solito a fine settimana alternati e qualche visita infrasettimanale).

Questa non è tuttavia l’unica modalità e ne esiste un’altra percorribile in alcuni casi. Si tratta di questo:

Mantenimento diretto e collocazione paritaria nella separazione senza assegno

una strada diversa che permette a ciascuno dei genitori di trascorrere un tempo pressoché equivalente con i propri figli e di provvedere di conseguenza in via diretta anche economicamente alle loro necessità senza corresponsione di assegni.

Quali sono i vantaggi?

  • attuare e garantire il diritto di ciascun genitore a mantenere un rapporto costante ed effettivo con i propri figli e garantire specularmente ad essi una continuità affettiva concreta sia con il padre che con la madre (diritto alla bigenitorialità)
  • evitare che i genitori si trovino a discutere sulle spese per il mantenimento dei figli, come spesso accade quando si prevede un assegno a carico di un genitore.
  • Chi paga pensa che sia troppo o a volte dubita delle modalità di impiego del denaro.
  • Non sono estranee frasi di accusa come: Che cosa ne hai fatto dei soldi che ti ho dato per nostro figlio?” “Io ti do i soldi per nostro figlio e tu te li spendi per te in vestiti ed estetista!” 
  • Chi riceve  spesso ritiene che la somma ricevuta sia invece insufficiente.

Questa soluzione alternativa previene le obiezioni tipiche che abbiamo appena visto, perché consente ai genitori di gestire in via diretta le spese ordinarie per il figli nel tempo (che dovrebbe essere sostanzialmente paritario) in cui si occupano concretamente di loro.

Come ottenere questo tipo di regime?

L’unica garanzia di regolare in questo modo le condizioni di separazione è un

ACCORDO

Anche il Giudice potrebbe stabilire questo regime ma va considerato che non è la regola:

  • se arrivi in giudizio è possibile che tu stia ancora litigando a 360 gradi e in questo caso con tutta probabilità  verrebbe applicato il regime classico della collocazione prevalente presso un genitore e assegno di mantenimento a carico dell’altro genitore
  • ma anche se arrivi in giudizio con l’accordo sulla collocazione paritaria senza tuttavia nessun accordo sul mantenimento, non è assolutamente detto che venga disposto il mantenimento diretto, con la conseguenza che uno dei genitori potrebbe comunque essere onerato verso l’altro con un assegno mensile.

Non esistono regole matematiche nel diritto di famiglia ed è bene saperlo fin da subito.

Ecco perché l’unica garanzia è trovare un accordo.

Come fare?

Un ottimo mezzo per affrontare queste ed altre questioni di una separazione è sicuramente la pratica collaborativa, perché tutti gli aspetti coinvolti potranno essere valutati in un contesto protetto al di fuori di un processo e dei rischi connessi:

  • potrai aprire un dialogo sano sul tema 
  • valutare se è effettivamente la soluzione migliore per i tuoi figli 
  • valutare approfonditamente altre soluzioni
  • non avere brutte sorprese all’esito di una causa
  • prevenire anche le liti future 

 

Se vuoi saperne di più vai a questa pagina del sito.

Prima di chiudere sul tema, è importante dirti una cosa su cui sorge spesso confusione: quando senti parlare di affidamento condiviso non è quello di cui ho parlato in questo articolo.

L’affidamento condiviso non riguarda la collocazione dei figli e il mantenimento, ma le decisioni che i genitori prendono per loro. L’affidamento condiviso è la regola (quello esclusivo l’eccezione) ed è applicato anche nei casi di collocazione prevalente dei figli presso un genitore. 

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EMANUELA MASSARI

AVVOCATO NEGOZIATORE ESPERTA IN PRATICA COLLABORATIVA FAMILIARE E RISARCIMENTO DEL DANNO A L’AQUILA E ROMA

Mi chiamo Emanuela, classe 1976, avvocato dal 2004, iscritta presso l’Ordine degli Avvocati di L’Aquila, con un’esperienza continuativa nell’ambito del diritto civile, impegnata soprattutto nel diritto di famiglia.

Il mio modo di lavorare è orientato al perseguimento di una giustizia sostenibile, con il minor impatto emotivo possibile per le persone coinvolte. 

Mi adopero per sensibilizzare le persone alla prevenzione della lite e ai vantaggi di un buon accordo.